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Thread: Doppiaggio

  1. #1
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    Default Doppiaggio

    Fra i tanti sogni che ho c'è anche quello di riuscire ad entrare nel mondo del doppiaggio! Mondo difficile, sommerso, ma veramente affascinante. Non ho mai provato a doppiare un film e non ho idea se sarei in grado di farlo, ma penso di si! Ovviamente con la dovuta pratica e con i doverosi insegnamenti di gente esperta e capace.

    In Italia abbiamo dei doppiatori davvero capaci! Ho ascoltato spesso doppiaggi in altre lingue, come il tedesco o lo spagnolo, ma nessuno, normalmente, arriva ai livelli dei doppiatori italiani. Un esempio lampante sono i Simpson che, a mio avviso, in certi personaggi rendono più con le voci italiane che con le voci originali! Prendete Milhouse: Davide Lepore lo caratterizza in un modo talmente originale e simpatico, da rendere la "concorrenza estera" praticamente nulla!
    Per non parlare poi del grande Tonino Accolla, un vero fenomeno a mio avviso! Riesce a caratterizzare i suoi personaggi in maniera esemplare (Homer fatto da lui vale doppio), ma, a volte, si stenta a riconoscerlo quando si dedica a parti più serie! Se lo potessi incontrare mi prostrerei davanti a lui!
    Su youtube trovare varie parti de "l'homerata", ovvero servizi dedicati ai doppiatori dei Simpson. Fa impressione sentire la voce di Lisa Simpson e vedere la faccia di Monica Ward (bella donna, fra l'altro), la sorella del fantastico Luca.
    Appunto: Luca Ward... Per molti il nostro miglior doppiatore, tanto da aver prestato la voce a volti importanti del cinema internazionale, come Russel Crowe o Keanu Reeves (non un bravo attore, ma ha fatto film importanti come Matrix).
    Bellissima la voce di Francesco Pannofino e, infatti, anche lui ha doppiato gente di un certo livello come Denzel Washington e George Clooney.
    Mi piace parecchio anche Pino Insegno, già voce, fra gli altri, anche di Brad Pitt.
    Per restare fra i nostri amati naufraghi apprezzo molto la voce di Vittorio Guerrieri (Jack... uno di quei casi in cui il doppiaggio migliora le performance dell'attore) e Fabio Boccanera (Sawyer), davvero una bella voce e, infatti, ha prestato la voce a gente come Johnny Depp, Ben Affleck e il grande Christian Bale... scusate se è poco!

    Ho provato a scrivere una mail a Luca Ward, ma non mi ha risposto... chissà perché! Speravo mi potesse dare qualche dritta sul mondo del doppiaggio...

    Qui il mio primo progetto musicale da solista... accorrete! Ho bisogno di fan e di conforto!
    http://www.facebook.com/pages/4key/2...v=box_3&ref=nf

  2. #2
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    Il doppiaggio ha sempre affascinato molto anche me.
    Giocavamo, con un'amica, a riconoscere le voci che sentivamo nei film, pensando a quali altri personaggi di cinema e tv erano appartenute.
    E' una gloria tutta italiana di cui ahimè ultimamente sto facendo a meno, vedendo molte cose in originale. Tant'è che Lost doppiato non riesco più a vederlo (e a dirla tutta non lo vedo dalla fine della seconda stagione... in seguito alla quale mi sono data alla visione originale! )
    Qui a Roma pullula di scuole di doppiaggio, tenute dalla Izzo o da rami di case produttrici. Chissà, magari prima o poi mi ci avventuro. Intanto ho iniziato a fare degli esercizi per la dizione e la respirazione col diaframma, così elimino i primi piccoli problemi del dover parlare al microfono!
    (Ward ce l'avevo dietro al bar, quando mi bevevo il caffè al bancone e lui ha ordinato un caffè macchiato, mi si è gelato il sangue nelle vene. *__* <3)
    Lisssz è la registratriciA ufficialA dei soprannomi del forum -.- ed è tosta assai


    Addio piccola anima...

  3. #3

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    Come ho detto altrove, io nel doppiaggio ci sono nato.
    Ricordo ancora, da bambino, i pomeriggi passati nei mitici studi della Fonoroma, in salette buie, con il terrore di schiacciare con troppa forza il pacchetto di patatine che tenevo tra le mani (una volta è successo e ho sentito l'urlo del direttore che gridava "Fermi tutti, cos'è quel rumore" e sono morto dalla paura che mi cacciassero via).
    Mi ricordo della nostra cabina sulla spiaggia di Ostia, dove l'asciugamano te lo chiedeva John Wayne e la crema da sole Clark Gable e tutti si fermavano guardando quelle facce con lo sguardo di quelli che pensavano "Io questo lo conosco, ma non mi ricordo dove l'ho incontrato".
    Ma allora tutti i doppiatori (o quasi) venivano dall'Accademia di arte drammatica, erano stati attori (di cinema o di teatro) ed erano professionisti coi fiocchi (ho visto scene incredibili fatta alla prima, senza neppure una prova).
    Non vorrei sembrare un nostalgico del passato, ma era così. E poi la recitazione degli attori americani era stereotipata e, spesso, migliorava non poco con il doppiaggio italiano (non dimentichiamoci che erano spesso doppiate anche le attrici italiane, mia madre ha doppiato spesso la Lollobrigida, nota cagna, bellissima, ma cagna).
    Poi è venuto l'Actor Studio e anche la recitazione americana è cambiata, sono nati prima i Marlon Brando, poi i De Niro ed i Jack Nicholson. E la storia è cambiata e di molto, perché questi erano attori in cui la voce, l'impostazione della voce, era tutto: avete mai sentito Nicholson in originale (shining, the wolf)? Un brivido.
    Anche il doppiaggio è cambiato: la TV, troppi telefilm e film, un lavoro in serie, voci disponibili e non voci che assomigliavano all'originale, molte voci, non tutte al livello, una catena di montaggio, soldi a palate per chi gestiva, briciole per chi lavorava (vedi la dinastia Izzo, che per anni ha monopolizzato, stile Berlusca, l'intero mondo del doppiaggio).
    Insomma, per un Lionello che ha costruito il suo doppiaggio su Woody Allen, molti, troppi hanno stravolto la recitazione degli originali.
    Un discorso a parte meritano i telefilm, dove il prodotto è, per ragioni di forza maggiore, più dozzinale, dove le voci sono quelle disponibili e dove i dialoghi (quando non tagliati) vengono completamente stravolti per ragioni di messa in onda nelle ore di fascia protetta.
    Per cui il mio consiglio è, quando possibile, di accedere all'originale, un obbligo sempre per i prodotti TV.
    E ve lo dice chi di doppiaggio ci ha mangiato per anni.

  4. #4
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    Su molte cose sono d'accordo, ma per quanto riguarda certe interpretazioni credo che anche nei serial come LOST alcune voci rendano molto bene. Idem in certi cartoni animati.
    Comunque racconta ancora, l'argomento mi affascina!

    Qui il mio primo progetto musicale da solista... accorrete! Ho bisogno di fan e di conforto!
    http://www.facebook.com/pages/4key/2...v=box_3&ref=nf

  5. #5

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    Intanto, con un pò di orgoglio e di nostalgia, ti posto un campione di voce della mia mamma.
    http://www.youtube.com/watch?v=zO0gTqT9hEE
    Ed i titoli di testa del film più famoso che ha fatto (Ossessione di Visconti).
    http://www.youtube.com/watch?v=JBb--...eature=related
    E la sua pagina nel sito "Mondo dei doppiatori".
    http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/voci/vocidcr.htm
    Se non sei proprio giovane giovane, o se sei amante dei film a cavallo della guerra, è una voce che probabilmente ricordi, perchè ha lavorato molto.

    Come appare chiaramente anche nel piccolo campione, la recitazione era allora molto teatrale, cosa che, a mio modo di vedere, mancava negli originali inglesi, dove si prediligeva un parlato veloce. Di conseguenza, ricordati che sono di parte, l'effetto era spesso migliorativo, probabilmente non rispettoso dell'originale, ma migliorativo. C'era poi la possibilità di doppiare anche attrici italiane (e quindi migliorarne la recitazione) come è successo agli esordi con la Loren e la Lollobrigida.

    Di per sé il doppiaggio semplifica la fruizione del film, ma eliminando gli sforzi di recitazione degli attori originali e quindi riducendo il loro valore e quelli del regista. Non per nulla ricordo che i registi più importanti seguivano personalmente il doppiaggio italiano, scegliendo le voci. Ricordo, per esempio, il caso del Romeo e Giulietta di Zeffirelli, dove mia mamma doppiava la nutrice di Giulietta, dove il regista è stato in sala di doppiaggio costantemente, modificando addirittura le battute, quando riteneva che l'effetto fosse inadeguato all'originale. Lo stesso faceva Hichkcock e altri.
    In tempi più vicini, l'attore americano doveva addirittura per contratto approvare la voce italiana e si ricordano di vere amicizie, per esempio, tra Woody Allen e Lionello, con Woody che ha affermato che a volte Lionello era addirittura più "vero" di lui stesso.
    E poi, cosa sarebbe De Niro senza Ferruccio Amendola? C'è da dire che De Niro era fin dall'inizio bravissimo per conto suo, ma Ferruccio è De Niro in una maniera incredibile.
    La storia di Amendola, uno dei più grandi doppiatori italiani, è particolare. Era un nullafacente, quando incontrò Rita Savagnone, forse la più grande doppiatrice che abbiamo mai avuto, e fu lei a spingerlo al doppiaggio, dove è poi diventato un grandissimo.
    Potrei andare avanti, per ora rimango qui.

  6. #6
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    Accipicchia, che bella storia quella di Refound, sembra l'argomento di un film. Ricordo benissimo la voce della sua mamma, indimenticabile. E quanto ha lavorato! Aveva il tempo di badare a lui, poverino?
    Per tornare a Lost, apprezzo molto il doppiatore di Jack perché ha migliorato la sua voce; ascoltando l'originale la prima volta sono rimasta un po' colpita dalla differenza, Jack parla proprio come un americano. Un'altra voce molto personale e calda che mi piace moltissimo è quella di Fabio Boccanera, anche se devo dire che quella originale di Holloway non delude affatto.
    Sì, preferisco anch'io i filmati in inglese; mi danno più emozione e adoro le voci di Locke, Sawyer, Juliet. Purtroppo parlano poco...Col tempo però mi sono abituata alla versione italiana, trovo ad esempio molto bello il doppiaggio di Emerson che in originale a volte è leggermente da scuola di recitazione...lo trovo un po' caricato, ecco, per quanto emozionante. Non posso sentire la voce di Carbonell, non perché sia brutta, ma per la cantilena che fa come recita: meglio guardarlo e ascoltare il doppiaggio in italiano!
    E poi in italiano i dialoghi sono più chiari, vanno ascoltati comunque.
    “Potrei essere rinchiuso dentro un guscio di noce e tuttavia sentirmi re dell’infinito spazio”.
    (Shakespeare, l'Amleto)

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